Apple, la Microsoft del nuovo millennio

Il 23 marzo gli sviluppatori del miglior browser per dispositivi mobili, Opera Mini, hanno fatto quella che si chiama una "mossa audace", inviando il loro browser alla Apple per renderlo disponibile nell’app store dell’iphone, e soprattutto mettendo un contatore sul loro sito, per far sapere a tutti quanto tempo passerà prima che il loro prodotto venga accettato.
Secondo molti, รจ bene che quel contatore sia stato pensato per arrivare a un numero molto, molto grande, perchè Opera Mini per iphone non diventerà mai un’applicazione scaricabile.
L’iniziativa di Opera è molto intelligente, non solo perchè ha attirato molta pubblicità anche sul browser desktop norvegese, probabilmente ad oggi il migliore per l’adesione agli standard web in ambito Windows, ma soprattutto perchè scoperchia una volta di più il pentolone sull’ipocrisia della società di Steve Jobs, che ha preso dal suo amico Bill Gates il testimone di nuovo "Impero del male informatico".

Il mito della Mela

La verità è che una volta la Apple inventava e innovava (icone per rappresentare file e programmi, drag and drop, il cestino per cancellare i file), la Microsoft copiava, monopolizzava e "bundlizzava", cioè imponeva suoi prodotti (il caro Internet explorer) con la scusa che erano indispensabili al funzionamento del sistema, e della macchina stessa. Ci sono volute multe megamilionarie delle commissioni anti monopolio per convincere Gates che era il caso di smetterla, e anche grazie a queste multe il mercato dei browser è grandemente migliorato, con l’arrivo di Firefox e lo stesso Opera.
Intanto, la Apple continuava il suo sviluppo, produceva sistemi operativi molto migliori e più stabili di Windows, e continuava ad accrescere la base dei suoi utilizzatori, che al contrario di quelli di Windows, che hanno sempre avuto un rapporto conflittuale con il "loro" sistema operativo, approvavano entusiasticamente le novità di casa Apple. Nasceva il mito della Mela, bella, elegante, rispettosa delle minoranze.

Quoque tu, Steve..

Poi qualcosa è cambiato, dalle parti di Cupertino, quando qualche guru del marketing, contando proprio sulla larga base di entusiasti acquirenti, ha pensato che invece di continuare ad innovare fosse più facile "gadgettizzare", creare apparecchiature elettroniche simili a quelle già esistenti sul mercato, ma con quel glamour in più dato dal marchietto della mela.
Perchè in fondo ipod prima e iphone poi non sono stati la scoperta del fuoco, c’erano già apparecchi sul mercato che facevano le stesse cose, a volte anche con maggiori funzionalità (ma la radio sull’ipod mai, eh..?). La vera peculiarità degli apparecchi Apple era semmai il prezzo, davvero spropositato, e il fatto che venissero "bundlizzati" con itunes, un pervasivo sistema musicale che vincolava gli acquirenti a comprare la musica solo dal sito della Apple, e con i vincoli imposti dalla Apple (dove l’avevamo risentita, questa storia?).
Poi con le applicazioni per l’iphone il discorso si è ripetuto, per essere incluse nell’app store queste vengono sottoposte a uno scrupoloso vaglio, per verificare che non contengano codice malevolo e siano conformi alle specifiche tecniche obbligatorie. Spesso, però, questo processo è più vicino a un visto della censura, e molte applicazioni vengono scartate, spesso con motivi poco plausibili (questo sarà probabilmente il caso di Opera, in casa Apple non vogliono concorrenti per il browser Safari, anche se questi si dimostrano tecnicamente innovativi e sicuramente in grado di migliorare l’esperienza dell’utente con il suo apparecchio elettronico).

Il cerchio si è quasi chiuso, la Apple è diventata il nuovo lupo cattivo del mondo dell’informatica, impone le sue leggi al mercato (fateci caso, quasi tutti i portatili che si vedono in film e telefilm hanno il marchio della Mela..) e lo rallenta con vincoli e limitazioni, con la scusa della sicurezza per l’utente, approffitando anche del fatto che, al contrario di Windows, ha una solidissima base di appassionati sempre disposti a difenderla a spada tratta, anche quando non ci sarebbero gli estremi.
Antitrust, salvaci tu..

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